Tirare le orecchie a Pyongyang
Adesso è l’America a mostrare i muscoli a Kim Jong-un, il leader nordcoreano che da almeno un mese – da quando l’Onu ha promosso nuove sanzioni contro la nuclearizzazione di Pyongyang – provoca Washington e i suoi alleati minacciando ritorsioni e attacchi. Ieri due bombardieri B-2 Stealth Spirit dell’aviazione statunitense hanno partecipato alle esercitazioni di guerra con la Corea del sud, e Washington, per la prima volta, ha pubblicizzato molto la loro presenza sui cieli coreani.

Adesso è l’America a mostrare i muscoli a Kim Jong-un, il leader nordcoreano che da almeno un mese – da quando l’Onu ha promosso nuove sanzioni contro la nuclearizzazione di Pyongyang – provoca Washington e i suoi alleati minacciando ritorsioni e attacchi. Ieri due bombardieri B-2 Stealth Spirit dell’aviazione statunitense hanno partecipato alle esercitazioni di guerra con la Corea del sud, e Washington, per la prima volta, ha pubblicizzato molto la loro presenza sui cieli coreani. Un messaggio chiaro per il regime di Pyongyang: alcune testate nucleari sono pronte a viaggiare dal Missouri fino a Seul per difendere gli alleati.
La Corea del nord interpreta la sua sceneggiatura di guerra, manda il giovane leader in visita alle unità chiave dell’esercito, lancia allarmi di raid aerei via radio e non via telegrafica per farsi ascoltare dagli intercettatori occidentali, chiude le comunicazioni con il telefono rosso, l’unica linea diretta ancora esistente in grado di valicare il 38° parallelo. E’ un copione recitato ciclicamente. Ma le foto di Kim Jong-un di fronte ad apparecchiature militari di epoca sovietica, le immagini delle navi da guerra moltiplicate con Photoshop nei mari nordcoreani, se messe a confronto con i bombardieri americani che ieri sono andati a tirare le orecchie a Pyongyang, fanno rabbrividire. Se è vero che la via diplomatica con il regime non ha mai portato a grandi successi, è ora forse di cambiare strategia prima che una scaramuccia sul confine – qualche notte fa sono state lanciate delle granate nella zona demilitarizzata per la prima volta dagli anni Ottanta – inneschi un conflitto più grande di quello che il popolo nordcoreano, stanco e denutrito, possa sopportare.